Noticias

“Siedi il bambino” o “esci il cane”, per l’Accademia della Crusca si possono usare. “Ma non in contesti formali”

Frasi che “evocano situazioni, per così dire, tutte di ambito domestico, spesso caratterizzato da rapidità di linguaggio” e ammettono la deroga grammaticale. Sui social c’è chi si ribella e arriva la precisazione

 

repubblica.it

di KATIA RICCARDI

ROMA – “Siedi il bambino”. O “esci il cane”. O ancora “sali la spesa”. Formule che adesso si possono dire – in nome della rapidità del linguaggio domestico – ma che la Crusca, dopo una giornata di rumore mediatico su formule che fanno inorridire molti italiani, precisa non si possono ancora scrivere.

Tutto il dibattito è iniziato da un intervento sul sito dell’Accademia della Crusca, che ha giudicato accettabili espressioni più diffuse nel Sud Italia ma da sempre considerate errate. Tutto parte da un quesito posto sul sito ufficiale dell’istituzione linguistica: “Molti lettori ci chiedono se è lecito costruire il verbo sedere con l’oggetto diretto di persona: siedi il bambinosiedilo lì. Queste domande – si legge nella motivazione scritta da Vittorio Coletti – evocano situazioni, per così dire, tutte di ambito domestico, spesso caratterizzato da rapidità di linguaggio per affrontare determinate circostanze, per esempio quando c’è urgenza di far sedere, mettere seduto, posare su una sedia o un divano un bambino, magari piangente”.

"Siedi il bambino" o "esci il cane", per l'Accademia della Crusca si possono usare. "Ma non in contesti formali"

L’immediatezza di queste circostanze permette quindi una maggiore flessibilità nell’utilizzo di espressioni considerate fino a poco tempo fa, errate. “È lecita la costruzione transitiva di sedere? Si può rispondere di sì, ormai è stata accolta nell’uso, anche se non ha paralleli in costrutti consolidati con l’oggetto interno come li hanno salire o scendere (le scaleun pendio). Non vedo il motivo per proibirla e neppure, a dire il vero, per sconsigliarla”, continua Coletti.

“Sedere con l’oggetto diretto di persona si legge ormai nei manuali sulla cura dei bambini o nelle istruzioni su come mettere un bambino sul seggiolino dell’automobile. Dunque, è una costruzione abbastanza diffusa e neppure solo recente. Google books riporta un ‘siedilo sopra una poltrona damascata’ in un testo edito a Cremona nel 1865 (N.F., Memorie storiche della Colonna Mantovana nella guerra d’indipendenza 1848-49)”.

Non importa se i verbi di movimento sarebbero per loro natura intransitivi: “Diciamo che sedere, come altri verbi di moto, ammette in usi regionali e popolari sempre più estesi anche l’oggetto diretto e che in questa costruzione ha una sua efficacia e sinteticità espressiva che può indurre a sorvolare sui suoi limiti grammaticali”.

E sorvoliamo anche su “esci il cane”. L’apertura riguarda infatti altre espressioni: “Una procedura sintetica che riguarda da tempo anche altri verbi di moto come salire scendere ma anche uscire e persino, al Sud, entrare, che in molti italiani regionali (non solo meridionali) ammettono, specie all’imperativo, il complemento oggetto (sali /scendi il bambino dalla nonna, esci il cane)”.

Sulla pagina Facebook dell’istituzione linguistica c’è però chi non ci sta: “Spero non entri nell’italiano corrente… Non ne vedo la necessità. Espressioni come ‘esci lo scatolo’ o ‘scendi lo scatolo’ mettono i brividi”, scrive Francesca. “Aveva ragione il bidello della mia scuola quando diceva ‘uscite dentro’ e noi che ridevamo..” aggiunge Teresa, “Non ci posso credere. Sono gravissimi errori di grammatica. Tipo: lo telefono” (Rosalia) e Christian conclude: “Mannaggia a voi che avete sdoganato ‘esci il cane’ e ‘siedi il bambino’. Ho dovuto togliere il ‘like’ alla pagina, PULTROPPO per voi…”. 

E la Crusca precisa: “Si può dire, ma non scrivere”

Dopo ore di dibattito infuocato è dovuto intervenire il presidente Claudio Marazzini, intervistato dall’Agi. Su una cosa gli insegnanti devono stare tranquilli: potranno continuare a correggere gli studenti che scrivono “esci la sedia”.

“Il problema è che ogni vota che si trasferisce un discorso scientifico sottile su un piano mediatico si producono risultati perversi” dice Marazzini. “Coletti ha guardato con simpatia a una spinta innovativa che trasferisce un modo di dire popolare, accettandola nell’eccezione della quotidianità e delle situazioni familiari. Naturalmente se viene trasportato nella grammatica della scuola nascono dei problemi perchè l’insegnante sarà comunque chiamato a correggere quelle forme nell’italiano scritto e formale”.

“Di fronte alle tendenze del parlato il linguista è sensibile perchè tenta di cogliere il mutamento in atto, ma il grammatico no e si erge a limite invalicabile”.

Insomma: si può sorvolare nel linguaggio parlato, ma bisogna assolutamente correggere nell’uso formale e non c’è da preoccuparsi: orrori come qual è con l’apostrofo non saranno mai sdoganati.

0 comments on ““Siedi il bambino” o “esci il cane”, per l’Accademia della Crusca si possono usare. “Ma non in contesti formali”

Responder

Introduce tus datos o haz clic en un icono para iniciar sesión:

Logo de WordPress.com

Estás comentando usando tu cuenta de WordPress.com. Cerrar sesión /  Cambiar )

Google photo

Estás comentando usando tu cuenta de Google. Cerrar sesión /  Cambiar )

Imagen de Twitter

Estás comentando usando tu cuenta de Twitter. Cerrar sesión /  Cambiar )

Foto de Facebook

Estás comentando usando tu cuenta de Facebook. Cerrar sesión /  Cambiar )

Conectando a %s

A %d blogueros les gusta esto: